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ALBERTO ABRUZZESE LESSICO DELLA COMUNICAZIONE PDF

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Author: Malazilkree Dujar
Country: Liberia
Language: English (Spanish)
Genre: History
Published (Last): 18 September 2010
Pages: 49
PDF File Size: 16.34 Mb
ePub File Size: 7.88 Mb
ISBN: 135-3-50382-852-1
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Note a margine sulle arti e la comunicazione lessoco. Questi sguardi dedicati ai media come macchine celibi della comunicazione politica sono stati indirizzati soprattutto all’Italia.

In Italia si sono infatti svolte elezioni, nel e nelche hanno profondamente modificato lo scenario politico del paese. E si tratta solo di alcuni degli eventi-chiave di questo tormentato e sorprendente periodo. Rispetto alla giovanissima tradizione della rivista, abbiamo introdotto alcuni scritti sotto forma di intervista, con l’obiettivo di consegnare ai lettori una serie di testimonianze di studiosi e di operatori della comunicazione politica e di spingere a un utilizzo in sede scientifica di materiali sintetici improntati al dialogo e allo scambio.

In questo senso ci auguriamo di fornire a chi studia la comunicazione politica informazioni da assimilare rapidamente, con l’intento di stimolare ulteriori approfondimenti teorici ed empirici. Hanno collaborato Sergio Splendore e Augusto Valeriani.

The aim of the paper is compare lsssico global brands policies and the political communication processes, with a particular focus on the brand identity, the language and the mediatic strategies of the Italian Prime Minister Matteo Renzi. I due termini chiave su cui si misurano tanto le teorie della comunicazione politica quanto le analisi dei giornalisti sono: La comunicazione politica negli anni anni novanta segue dunque un’evoluzione paradossale.

Dall’altro siamo in una fase crepuscolare del medium televisivo, segnata dall’affermazione della nascente estetica del web che tende a sussumere progressivamente il quotidiano, sposando una retorica che individualizza ed esalta i protagonisti di tale dimensione. Si assiste pertanto a uno scollamento tra personalizzazione e spettacolarizzazione, dovuto in parte anche alla crisi lesisco.

Per questo motivo la categoria di spettacolarizzazione va qui intesa in modo non letterale. La cultura degli anni novanta ha imposto da un lato uno stile comunicativo basato sull’understatement, dall’altro ha illuminato qualsiasi scampolo di vita quotidiana dei suoi protagonisti.

Alberro tratta dunque di una postspettacolarizzazione che anticipa e successivamente accompagna la diffusione dei media digitali. Tale processo si sviluppa in coerenza con altre trasformazioni del periodo, dai Reality al web 2. Nel film I due presidenti di R. LoncraineTony Blair si reca con il suo staff al cospetto dello Spin Doctor di Clinton che, munito di videoproiettore e di slide, spiega loro le linee portanti della nuova politica democratica, tra cui la questione decisiva del programma: Si tratta infatti di una triangolazione mobile che non gioca solo sul rapporto destra-sinistra, ma che va a intercettare anche elementi del programma, e dunque pezzi di elettorato, inerenti ad altre formazioni politiche.

Tale approccio ha creato sin dagli esordi un enorme fastidio tra i commentatori ma anche tra i colleghi di partito e non solo per via della sua natura ibrida, dunque potenzialmente opportunista.

L’approccio di Renzi in tal senso si pone come evoluzione della semplice idea di un marketing prestato alla politica. Renzi prosegue il progetto comunicativo berlusconiano, nel suo essere un mix dirompente tra spontaneismo e pianificazione, concretezza e speranza, tra vita quotidiana e marketing. Tale idiosincrasia si manifesta in forma ribaltata rispetto allo strumento del sondaggio.

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I sondaggi sono l’interfaccia aptica che completa l’azione del potere televisivo: Al contrario della TV, i media digitali lasciano assaporare quasi organicamente i mutamenti del clima d’opinione. Tuttavia va riscontrata una differenza sostanziale tra neopopulismi ancorati alle logiche televisive e altri che tentano di rinnovarsi attraverso la retorica del nuovo web. Per questo motivo la stampa che ha deciso di sostenere l’impresa di Renzi, ha insistito sulla dimensione morale che va a bilanciare gli eccessi del suo presenzialismo televisivo e digitale.

Dall’altro lato si vuole implicitamente rivendicare la fine di una politica postmoderna in cui si sono schierati ideologicamente numeri contro numeri, senza giungere mai a una verifica fattuale delle affermazioni fatte su si essi. In tal senso lo 0. Hillman pare quasi riferirsi direttamente alla spinta assertiva del potere renziano che rigenera sistematicamente il suo progetto e la sua comunicazione attraverso l’incessante rilancio di nuove iniziative.

L’epoca della spettacolarizzazione dell’immagine del politico, discussa dai sociologi a partire dal fatidico scontro tra Nixon e Kennedy Bentivegnaraggiunge il suo climax con la cultura degli anni ottanta, dominata dalle due icone di M. Negli stessi anni viene elaborato il modello di J.

La società riflessa – Eric Landowski – Google Books

In un’epoca in cui tutti i competitor hanno raggiunto un elevato standard performativo, bisogna ricorrere alle medesime soluzioni che hanno garantito il successo delle Star del grande schermo. Il secondo ha a che vedere con lo stile che il pubblicitario adotta per raccontare la marca spot, testimonial ecc.

Floch e a A. Tali considerazioni in un certo senso avallano l’ipotesi che le caratteristiche del prosumer del web2. Nel caso dei brand commerciali, tali valori sono ricavabili dalla storia aziendale e dal posizionamento. Semprini individua un valore assoluto a cui poi sono riferibili altri valori centrali o periferici. Si tratta di valori tutti smaccatamente modernisti che, riletti in chiave di conflitto generazionale e assommati a una certa fascinazione per la politica “Brit”, offrono l’immagine di un Renzi quadrofenico, ovvero di un Mod inconsapevole.

Scarlin Mode — Guide agli stili di strada e in movimento. Si tratta dunque di un immaginario ipertrofico, popolato da una miriade di riferimenti culturali che sollecitano continuamente l’immaginazione del pubblico e che, proprio per questo, presta il suo fianco alla tagliente critica della satira. Detto in altri termini possono essere declinati attraverso metafore che interessano segmenti specifici di elettorato e che altrimenti stenterebbero a riconoscersi e a identificarsi nel medesimo ragionamento politico.

Nel corso della trasmissione sulle Primarie del centro-sinistrarealizzata da SkyTG24, in perfetto stille X-Factor, a ogni candidato fu posta la domanda su due personaggi del proprio Pantheon. Nelson Mandela e la blogger tunisina Amina. Mentre il riferimento alla ragazza che ha animato i moti della Primavera araba gli ha permesso di toccare la questione del ruolo dell’Italia nel Mediterraneo. Durante il suo discorso di presentazione nel Congresso del PSE, invece i suoi riferimenti spirituali furono J.

Tutte convergono nella definizione della sua brand identity. Nonostante il radicamento nel contesto fiorentino, Renzi preferisce sposare un altro rinascimento italiano, quello industriale, degli anni sessanta ovvero del boom economico. Anche in questo caso emerge una concezione prossima al metabranding: Il livello discorsivo o superficiale In esso si manifestano valori e contenuti della comunicazione renziana attraverso la scelta di messaggi, contesti, personaggi specifici ecc.

In esso la TV funge da complemento, da integratore o da cassa di risonanza degli eventi realizzati dal vivo o tramite social media. Questo vettore visuale serve a rafforzare l’impatto semantico dei vari Pay Off che di volta in volta a esso sono associati: Renzi emerge come il cucitore della tela dei discorsi che individuano problemi e suggeriscono soluzioni possibili.

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Farinetti fondatore di Italy, lo scrittore Brizzi, l’economista neo-liberista Zingales sono dunque sostenitori del progetto renziano ma anche suoi ispiratori culturali e programmatici.

I titoli delle varie edizioni, ricapitolati da Renzi a ogni nuovo incontro, esaltano il principio dinamico, esplosivo, ma anche patriottico e rivolto all’avvenire: Renzi non ha bisogno di mettere in scena il retroscena fatto di affetti e abitudini quotidiane, semmai lo fanno i media che, ormai abituati a usare tale prospettiva, vanno a intervistare sua nonna, i parenti, i conoscenti.

Renzi non mette in scena ma incarna il quotidiano, nei suoi discorsi e nei gesti. La sua strategia retorica spesso lo porta ad anticipare gli argomenti polemici che i giornalisti muoveranno nei suoi confronti. Per questo ammonisce i presenti: In una proporzione in base alla quale Matteo sta a Maria come Oprah sta a Obama. Come nel caso del movimento Cinque Stelle, il social network indica il processo di disintermediazione tra il politico e i cittadini.

Lessico della comunicazione

Nell’utilizzo del famoso social media Renzi esprime tutto il potenziale di una comunicazione spontanea, di lessiico collegamento empatico con i propri follower, in altre parole di un’immagine autentica che sfugge agli artifici del marketing. Le foto da palazzo Chigi alle 6: Nel caso del discorso politico, a ben vedere, queste due dimensioni coincidono.

Ma quando i notiziari dela montano in sequenze filmate in cui si vede un politico che dice e fa cose diverse in luoghi diversi e davanti a pubblici diversi, nei casi migliori il politico appare indeciso ma, nei casi peggiori, appare disonesto. La riconfigurazione dello scenario politico esige che tutte le sfere esposte corrispondano a un disegno coerente Meyrowitzp.

La prospettiva del disvelamento del retroscena da parte dei media elettronici ha posto un duplice problema: Con Renzi i due termini del problema non solo permangono ma vengono addirittura esplicitati in chiave programmatica. La desacralizzazione del politico diventa un processo auspicabile, anzi, egli stesso ne parla durante la Leopolda come ricerca di una maggiore empatia con i suoi sostenitori.

A tal proposito la trasformazione del politico in brand ha permesso di gestire la contraddizione sincronica e diacronica dei contenuti comunicati al pubblico. Sincronica come nel caso del famoso haschtag enricostaisereno, immediatamente disatteso al momento della defenestrazione di Letta e della nomina di Renzi a Primo Ministro. Lo stato di eccezione. The new television abruzese.

Just good friends, nothing special — Britain and the United States. The Times, 26 febbraio. Il consumo delle marche come forma di rappresentazione del mondo.

In Fatto in Italia: La Repubblica, 13 marzo. L’opinione pubblica non esiste. Cristante a cura diL’onda anonima.

I cibernetici. Un gruppo e un’idea – Steve J. Heims – Google Books

Fenomenologia mediatica di Silvio Berlusconi. Renzi, un pantheon da Obama e Troisi. Potere oligarchico e potere personale nella democrazia moderna.

Corriere della Sera, 9 aprile. I pesci lessio dello show man. Lo sveglia-Italia e lo sveglia-Europa. Il Foglio, 9 aprile.

agruzzese Il potere del consumo. Il Sole 24 Ore. Rileggere la comunicazione politica, tra televisioni e social network. Tra televisioni e social network.

La grande alleanza di Londra e Washington. Valore e valori della marca. Cittadini ingannati dal marketing-pensiero. Corriere della Sera, 17 marzo.

L’ascesa della nuova classe creativa. Stile di vita, valori e professioni.